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giovedì 6 agosto 2015

ANDREOTTI, POTERE MAI LOGORO

" IL POTERE  LOGORA  CHI  NON  CE  L'HA "




GIULIO  ANDREOTTI,  sette volte Presidente del Consiglio, tra cui il governo di "solidarietà nazionale" durante il rapimento di Aldo Moro (1978-1979), con l'appoggio del Partito Comunista Italiano, e il governo della non-sfiducia (1976-1977), con la prima donna-ministro, Tina Anselmi, al dicastero del Lavoro);
otto volte ministro della Difesa;
cinque volte ministro degli Esteri;
tre volte ministro delle Partecipazioni Statali;
due volte ministro delle Finanze, ministro del Bilancio e ministro dell'Industria;
una volta ministro del Tesoro, ministro dell'Interno, ministro dei beni culturali (ad interim) e ministro delle Politiche Comunitarie.
È sempre stato presente all'Assemblea costituente e nel Parlamento italiano dal 1948, come deputato fino al 1991 e successivamente come senatore a vita.

A riguardo della sua lunghissima carriera, è noto per aver fatto proprio l'aforisma di Talleyrand "Il potere logora chi non ce l'ha", che da molti gli viene erroneamente attribuito.

In virtù di un impareggiabile... bagaglio d'esperienza è stato al centro della scena politica italiana per tutta la seconda metà del XX secolo.


Di  Andreotti, effigiato nella vignetta del 1979 ( Gazzetta di Salerno ) con il “bagaglio” che meglio simboleggiava il suo pluriennale potere, hanno fatto epoca i seguenti aforismi:  *La cattiveria dei buoni è pericolosissima. * L’umiltà è una virtù stupenda, ma non quando si esercita nella  dichiarazione dei redditi.* Non basta avere ragione: bisogna avere anche qualcuno che te la  dia. *Clericalismo: la confusione abituale di quel che è di Cesare e di quel che è di Dio. *Aveva spiccatissimo il senso della famiglia. Era infatti bigamo e oltre. *I miei amici che facevano sport sono morti da tempo. *Meglio tirare a campare che tirare le cuoia.

sabato 25 ottobre 2014

LA FORZA DEL CORAGGIO CONTRO L'ECOMOSTRO

 15 ANNI  FA  L’ABBATTIMENTO  DEL  ”FUENTI"  

( Fonte, Italia Nostra )
””La storia del “Mostro di Fuenti” inizia nel 1968 allorchè la Soprintendenza ai Monumenti della Campania esprime il nulla-osta per una lottizzazione comprensiva della costruzione di un albergo in località Fuenti di Vietri sul Mare, a ridosso della spiaggia dell’ “Acqua del Fico”, uno dei posti più belli ed ameni della costa amalfitana.


Nell’agosto dello stesso anno il Sindaco di Vietri sul Mare concede licenza edilizia all’Ing. Orfeo Mazzitelli, i lavori di sbancamento iniziano e lo scempio è compiuto. Quando la Soprintendenza e l’Amministrazione comunale cercano di porre rimedio è troppo tardi, la ferita è stata aperta e inizia un contenzioso quasi trentennale che vede protagonisti ITALIA NOSTRA, l’Amministrazione comunale, la Soprintendenza, la Società TISPA ora T.I. srl.



Di tale contenzioso si riportano le fasi salienti.
A seguito di molte irregolarità nei lavori di sbancamento, la Soprintendenza e il Comune cercano in ogni modo di impedire il prosieguo dei lavori che nonostante tutte le difformità proseguono fino all’ultimazione avvenuta nel 1974, a seguito di ordinanze del TAR che puntualmente sospendono i provvedimenti del Sindaco di Vietri.
Nel 1977 la Soprintendenza revoca il nulla-osta e conseguentemente il Sindaco di Vietri revoca la richiesta di agibilità ed abitabilità e la licenza edilizia n° 14/68 impedendo l’apertura ormai prossima dell’albergo.
Il Consiglio di Stato con sentenza n° 574/81 dichiara l’immobile completamente abusivo, sentenza confermata il 18 luglio 1984 a seguito di richiesta di parte per la revocazione.
Nel 1990 con delibera di G.R. n° 336 la Giunta regionale della Campania concede la sanatoria al Fuenti in applicazione dell’art. 32 della legge 47/95, approvando con prescrizioni un progetto di riqualificazione ambientale presentato dalla T.I. srl ex TISPA.
Il Ministro per i Beni culturali e ambientali, con proprio decreto, il 14 maggio 1990 annulla il provvedimento della Giunta regionale della Campania. Tale provvedimento è confermato dalla sentenza del TAR di Salerno n° 439/92.
1999: abbattimento del Fuenti ad opera degli eredi Mazzitelli, cui resta l’onere di presentare un progetto per il rispristino dei luoghi”””.