Nils Liedholm sta comodo e beato sul trono, ma Helenio Herrera, Ernst Ocwirk ed Heriberto Herrera sono tutt'altro che rassegnati a lasciarlo vivere in pace. E' certo che la lotta per il primato si accenderà interessantissima tra le grandi.
(Sarà l'Inter di Helenio Herrera a vincere il torneo con 54 punti, davanti al Milan con 51 punti).
sabato 18 febbraio 2017
MESSINA, CAMPIONATO SERIE A 1964/65
A conclusione del girone d'andata il MILAN è nettamente primo e Liedholm e Viani hanno buoni motivi per inneggiare alla probabile conquista dello scudetto. La barca rossonera gira attorno alla fatidica boa, mente altre arancano distanziatissime.
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| Gazzetta del Sud Piero Zagami Capo servizi sportivi 21 gennaio 1965 |
giovedì 19 gennaio 2017
IL GIUDICE GRECO ANCORA PROTAGONISTA COME GIA' NEI TRIBUNALI
La vignetta, pubblicata su Cronache del Mezzogiorno il 17 aprile 2001, evidenziava il magistrato Alfredo Greco nell'occasione di un clamoroso successo dovuto alla sua proficua abilità investigativa.
Anche ora che è in pensione il dottor Greco continua a essere molto "gettonato", infatti come uomo giusto al posto giusto è il nuovo presidente del Consiglio di gestione di Ecoambiente , garanzia assoluta per far luce sui conti del passato e per assicurare la corretta gestione della società partecipata della Provincia.
CRONACHE DEL MEZZOGIORNO
Direttore Tommaso D'Angelo
mercoledì 18 gennaio 2017
17 GENNAIO 2017, MARADONA AL "SAN CARLO"
TUTTA (O QUASI) LA FAVOLA DI DIEGO
1989/90, MARADONA E NAPOLI SCUDETTO BIS
Il Milan, al primo posto della classifica sin dal 25 febbraio ’90, è agganciato dal Napoli (allenatore Alberto Bigon, presidente Corrado Ferlaino) a tre giornate dal termine e infine sarà decisiva la sconfitta nella penultima giornata dei rossoneri di Arrigo Sacchi e del presidente Berlusconi a Verona per 2-1 (Napoli punti 51, Milan 49).

Anche i rapporti con l'allenatore Ottavio Bianchi in più occasioni non erano stati idilliaci, anzi...
1989/90, MARADONA E NAPOLI SCUDETTO BIS
Il Milan, al primo posto della classifica sin dal 25 febbraio ’90, è agganciato dal Napoli (allenatore Alberto Bigon, presidente Corrado Ferlaino) a tre giornate dal termine e infine sarà decisiva la sconfitta nella penultima giornata dei rossoneri di Arrigo Sacchi e del presidente Berlusconi a Verona per 2-1 (Napoli punti 51, Milan 49).
Il Napoli di Maradona (allenatore Ottavio Bianchi, presidente Corrado Ferlaino) aveva vinto il primo scudetto nel campionato 1986/87, con 42 punti.

In un'intervista per i 50 anni di Maradona (il 30 ottobre 2010) Corrado Ferlaino ha definito il Pibe de oro "ribelle come Napoli", nel probabile ricordo che entrambi, presidente e calciatore, nei loro furibondi contrasti, erano campioni nel puntare i piedi...
| Sport Sud Direttore Aldo Bovio |
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domenica 15 gennaio 2017
AL "CELESTE" DI MESSINA UN GIULIANO SARTI SUPERLATIVO
CAMPIONATO DI CALCIO SERIE A 1964-65. Il 24 gennaio il Messina perde in casa contro l'Inter di Helenio Herrera (0-1 rete di Peirò). Mattatore della giornata il portiere nerazzurro Giuliano Sarti che riesce a neutralizzare tutti gl'insidiosi palloni degli attaccanti messinesi che altri portieri forse non avrebbero parato.
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Gazzetta del Sud Vignetta del 24 gennaio 1965 |
giovedì 12 gennaio 2017
SIVORI, VERAMENTE "PIBE DE ORO"
Il quotidiano Gazzetta del Sud pubblicò domenica 13 settembre 1964, nell'occasione del match Messina-Juventus, il disegno del capitano bianconero Omar Sivori. Il calciatore argentino, uno dei tre "Angeli dalla faccia sporca", con Humberto Maschio e Antonio Valentin Angelillo, fu acquistato nel 1957 dal sodalizio bianconero che, potenziato anche con l'arrivo del centravanti gallese John Charles, avrebbe vinto lo scudetto. Nella foto Sivori è con i bianconeri del decimo scudetto (detto della stella), nel campionato 1957/58: Nicolè, Corradi, Charles, Colombo, Ferrario, Garzena, Emoli, Boniperti, Stivanello, Mattrel, Sivori.
Passato al Napoli nel 1965 Sivori (detto anche El Cabezon) avrebbe meritato a fine carriera il seguente omaggio scritto dall'inossidabile e colto giornalista Mimmo Carratelli:
""" E' stato l'ultima stella di un calcio romantico fatto di dribbling e baruffe. Concluse la sua carriera nel Napoli dopo otto fulgide stagioni juventine. Lauro convinse Agnelli a cederglielo ordinando alla Fiat due motori navali. La Juve lo aveva pagato al River Plate 150 milioni. Arrivò a Napoli in treno. Diecimila tifosi lo aspettarono alla stazione di Mergellina. Una giornata indimenticabile della storia azzurra nell'estate del 1965. Regalò al "San Paolo" le ultime scintille della sua classe purissima, il suo gioco fatto di astuzie e colpi geniali, il "tunnel" famoso facendo passare la palla tra le gambe dell'avversario. (...) Pronto alla rissa, totalizzò in Italia 33 giornate di squalifica. Un campione che non voleva mai perdere(...).Faccia da impunito, cascata di capelli neri, un viso da indio e le gambe fatte per la danza d'incantesimo del pallone. Le mostrava nude, arrotolando i calzettoni sulle caviglie. "Nascondeva" il pallone sotto il piede sinistro magico. Dribblava per il gusto infinito della beffa, Fino all'arrivo di Maradona non ce ne sarebbe stato uno come lui. Portò sempre nel cuore la Juve, da dove era stato esiliato dal paraguayano Heriberto Herrera poco incline alle delizie del "cabezon" e tutto teso al calcio di corsa, atletico e asfissiante"".
Passato al Napoli nel 1965 Sivori (detto anche El Cabezon) avrebbe meritato a fine carriera il seguente omaggio scritto dall'inossidabile e colto giornalista Mimmo Carratelli:
""" E' stato l'ultima stella di un calcio romantico fatto di dribbling e baruffe. Concluse la sua carriera nel Napoli dopo otto fulgide stagioni juventine. Lauro convinse Agnelli a cederglielo ordinando alla Fiat due motori navali. La Juve lo aveva pagato al River Plate 150 milioni. Arrivò a Napoli in treno. Diecimila tifosi lo aspettarono alla stazione di Mergellina. Una giornata indimenticabile della storia azzurra nell'estate del 1965. Regalò al "San Paolo" le ultime scintille della sua classe purissima, il suo gioco fatto di astuzie e colpi geniali, il "tunnel" famoso facendo passare la palla tra le gambe dell'avversario. (...) Pronto alla rissa, totalizzò in Italia 33 giornate di squalifica. Un campione che non voleva mai perdere(...).Faccia da impunito, cascata di capelli neri, un viso da indio e le gambe fatte per la danza d'incantesimo del pallone. Le mostrava nude, arrotolando i calzettoni sulle caviglie. "Nascondeva" il pallone sotto il piede sinistro magico. Dribblava per il gusto infinito della beffa, Fino all'arrivo di Maradona non ce ne sarebbe stato uno come lui. Portò sempre nel cuore la Juve, da dove era stato esiliato dal paraguayano Heriberto Herrera poco incline alle delizie del "cabezon" e tutto teso al calcio di corsa, atletico e asfissiante"".
sabato 7 gennaio 2017
CON L'ARGILLA RAFFAELE / GENIALE E FEDELE
Artista dell’argilla Raffaele Falcone è unico nel suo genere. Il poeta Rino Mele ha scritto: “Raffaele
Falcone ha una fornace a legna lungo la collina che lega Montecorvino a Giffoni
Valle Piana (...) La fornace è ampia, forte, trattiene il ruggito del fuoco. A
Falcone piace seguire la metamorfosi della terra, dell’argilla, quel suo
diventare splendente(...) Già lavorare il fuoco e domarlo nella camera della
fornace, è un’azione artistica, ma a Raffele non basta, così lavora un’arte
tutta sua”.

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