giovedì 12 gennaio 2017

SIVORI, VERAMENTE "PIBE DE ORO"

Il quotidiano Gazzetta del Sud pubblicò domenica 13 settembre 1964, nell'occasione del match Messina-Juventus, il disegno del capitano bianconero Omar Sivori. Il calciatore argentino, uno dei tre "Angeli dalla faccia sporca", con Humberto Maschio e Antonio Valentin Angelillo,  fu acquistato nel 1957 dal sodalizio bianconero che, potenziato anche con l'arrivo del centravanti gallese John Charles, avrebbe vinto lo scudetto. Nella foto Sivori è con i bianconeri del decimo scudetto (detto della stella), nel campionato 1957/58: Nicolè, Corradi, Charles, Colombo, Ferrario, Garzena, Emoli, Boniperti, Stivanello, Mattrel, Sivori.

Passato al Napoli nel 1965 Sivori (detto anche El Cabezon) avrebbe  meritato a fine carriera il seguente  omaggio scritto dall'inossidabile e colto  giornalista Mimmo Carratelli:
""" E' stato l'ultima stella di un calcio romantico fatto di dribbling e baruffe. Concluse la sua carriera nel Napoli dopo otto fulgide stagioni juventine. Lauro convinse Agnelli a cederglielo ordinando alla Fiat due motori navali. La Juve lo aveva pagato al River Plate 150 milioni. Arrivò a Napoli in treno. Diecimila tifosi lo aspettarono alla stazione di Mergellina. Una giornata indimenticabile della storia azzurra nell'estate del 1965. Regalò al "San Paolo" le ultime scintille della sua classe purissima, il suo gioco fatto di astuzie e colpi geniali, il "tunnel" famoso facendo passare la palla tra le gambe dell'avversario. (...) Pronto alla rissa, totalizzò in Italia 33 giornate di squalifica. Un campione che non voleva mai perdere(...).Faccia da impunito, cascata di capelli neri, un viso da indio e le gambe fatte per la danza d'incantesimo del pallone. Le mostrava nude, arrotolando i calzettoni sulle caviglie. "Nascondeva" il pallone sotto il piede sinistro magico. Dribblava per il gusto infinito della beffa, Fino all'arrivo di Maradona non ce ne sarebbe stato uno come lui. Portò sempre nel cuore la Juve, da dove era stato esiliato dal paraguayano Heriberto Herrera poco incline alle delizie del "cabezon" e tutto teso al calcio di corsa, atletico e asfissiante"".





sabato 7 gennaio 2017

CON L'ARGILLA RAFFAELE / GENIALE E FEDELE


Artista dell’argilla Raffaele Falcone  è unico nel suo genere.  Il poeta Rino Mele ha scritto: “Raffaele Falcone ha una fornace a legna lungo la collina che lega Montecorvino a Giffoni Valle Piana (...) La fornace è ampia, forte, trattiene il ruggito del fuoco. A Falcone piace seguire la metamorfosi della terra, dell’argilla, quel suo diventare splendente(...) Già lavorare il fuoco e domarlo nella camera della fornace, è un’azione artistica, ma a Raffele non basta, così lavora un’arte tutta sua”.
 




La notte di San Silvestro, al Popilia sulla collina giffonese, il più recente incontro (ghiotto...) con Raffaele,  ideale momento di allegria per ricordare la fantastica  Festa del Fuoco nel mese di luglio al Prato del Paradiso, suggestiva location della fornace a legna dell'artista Falcone.


sabato 19 novembre 2016

LA NAZIONALE DI "MONDINO" FABBRI IN VISTA DEI MONDIALI DI LONDRA 1967

Nella presentazione della partita amichevole Germania Ovest - Italia del 13 marzo 1965, la Gazzetta del Sud pubblica le immagini di quattro appresentativi calciatori azzurri: Alessandro Mazzola, Alberto Orlando, Ezio Pascutti e William Negri.
Al Volkparkstadion di Amburgo il match si sarebbe concluso col risultato di 1 – 1, reti di Sicloff su rigore e di Sandro Mazzola. Formazione della nazionale italiana: Negri (Albertosi 46’), Malatrasi, Burgnich; Rosato, Guarneri, Picchi; Orlando, Bulgarelli, Mazzola, Rivera, Pascutti (Corso 46’).

Gazzetta del Sud     del 12 marzo 1965
 

giovedì 6 ottobre 2016

QUANDO DRAGHI DICEVA ANCORA PIU' TARDI IN PENSIONE...

Vignetta del 13 ottobre 2009

Ora si vuole anticipare il pensionamento degli anziani, seppure con penalizzazioni, per assumere  finalmente i giovani senza lavoro.


 


sabato 3 settembre 2016

FACCHETTI, PRESENZE RECORD IN NAZIONALE

Il precedente primato, 59 presenze, era di Umberto Caligaris.
("Caliga" esordì in Nazionale a 21 anni il 15 gennaio 1922. La 59a presenza avvenne l'11 febbraio 1934). Le partite in azzurro di Facchetti sarebbero  arrivate a 94. Di Dino Zoff il record assoluto, con 112 presenze.

 TUTTOSPORT del 9 ottobre 1973
 

domenica 28 agosto 2016

1992, NILDE QUOTA ROSA PROPOSTA AL QUIRINALE

La Iotti  candidata di sinistra alla Presidenza della Repubblica

 
QUANDO IL "GATTOSARDO" (COSSIGA) PICCONO' NILDE IOTTI , CH'ERA STATA COMPAGNA - A PUGNO CHIUSO E DI FATTO - DEL "MIGLIORE"...